Migrare da PrestaShop a Shopify è un progetto che, se fatto bene, porta risultati concreti: meno costi di manutenzione, più autonomia per il team marketing, infrastruttura più stabile. Se fatto male, può costare mesi di lavoro per recuperare il posizionamento SEO, ordini persi durante il go-live, e un catalogo con dati inconsistenti che impatta le campagne per settimane.
La differenza tra le due esperienze non dipende quasi mai dalla piattaforma. Dipende da come vengono gestite tre fasi specifiche che concentrano la maggior parte dei rischi.
## 1. La migrazione SEO: quello che non si vede ma si paga
PrestaShop e Shopify hanno strutture URL diverse. PrestaShop usa spesso URL con parametri o strutture tipo `/categoria/prodotto.html`. Shopify usa `/collections/categoria` per le collezioni e `/products/slug` per i prodotti. Questa differenza, senza un piano di redirect preciso, significa che ogni URL del vecchio store che aveva un posizionamento organico diventa un errore 404 sul nuovo store.
Google non perdona i 404. Se le tue pagine prodotto e categoria erano posizionate per query con volumi significativi, ogni 404 non gestito è traffico organico che sparisce.
La procedura corretta richiede: esportazione completa di tutti gli URL del vecchio store con relativo valore SEO, mapping uno a uno verso le corrispondenti URL di Shopify, configurazione dei redirect 301 prima del go-live, verifica su Google Search Console nelle prime settimane.
Un dato concreto: in una migrazione gestita correttamente, il recupero del traffico organico avviene tipicamente entro 4-8 settimane. In una migrazione senza gestione SEO strutturata, abbiamo visto store perdere tra il 30% e il 50% del traffico organico per 6+ mesi.
## 2. La migrazione dati: il catalogo non è solo un CSV
PrestaShop gestisce il catalogo con una struttura di database relazionale complessa. Prodotti, varianti, combinazioni di attributi, categorie gerarchiche, prezzi speciali, regole di sconto, immagini associate alle varianti: tutto questo vive in tabelle collegate tra loro.
L’export nativo da PrestaShop è spesso incompleto. Le associazioni categorie-prodotto non vengono esportate correttamente, le varianti perdono i loro attributi specifici, le immagini delle varianti non sono collegate ai giusti slug.
La soluzione è accedere direttamente al database MySQL di PrestaShop (tramite phpMyAdmin o export SQL diretto) e costruire il file di importazione a partire dai dati grezzi. Per i cataloghi con più di 1.000 prodotti e varianti, il data cleaning prima dell’import vale tanto quanto la migrazione tecnica vera e propria. È il tipo di lavoro che facciamo come Shopify Partner certificati con esperienza su migrazioni complesse.
## 3. Il go-live: la finestra di rischio che si può azzerare
Il momento più critico di una migrazione è il cambio DNS. Con un TTL DNS abbassato preventivamente (da 24 ore a 5-10 minuti), il cambio propagazione avviene quasi in tempo reale. Con un TTL standard non modificato, la propagazione può richiedere fino a 48 ore.
La procedura corretta prevede: abbassare il TTL DNS 24-48 ore prima del go-live, pianificare il cambio nella fascia oraria con meno traffico, tenere il vecchio ambiente PrestaShop attivo e funzionante per almeno 2 settimane come piano di rollback, monitorare in tempo reale conversioni, errori e pagamenti nelle prime 24-48 ore.
Con questa procedura, la finestra di rischio si riduce a poche ore notturne di traffico minimo. È l’approccio che seguiamo in ogni migrazione di piattaforma che gestiamo, indipendentemente dalla piattaforma di partenza.
## Cosa non rientra nei “tre problemi che rompono tutto”
Non rientra la migrazione dei clienti registrati (fattibile, con alcune limitazioni sulle password), non rientra la migrazione degli ordini storici (importabile con tool dedicati come Matrixify), non rientrano le integrazioni con gestionali o ERP (che vanno riprogettate su Shopify, spesso con risultati migliori che su PrestaShop).
Queste sono complessità gestibili. Le tre che ho descritto sono quelle che, se sottovalutate, trasformano una migrazione da opportunità a problema.