Le domande che il tuo reparto IT dovrebbe farsi prima di un progetto Shopify
Quando un’azienda decide di lanciare o migrare un e-commerce su Shopify, le prime riunioni sono quasi sempre tra marketing e direzione. Il reparto IT viene coinvolto dopo, spesso quando le decisioni strategiche sono gia prese. E un errore. Le domande tecniche non sono dettagli: sono il fondamento su cui tutto il progetto si regge.
Come Shopify Partner, la prima cosa che facciamo e sederci con il team IT del cliente. Non per parlare di Shopify, ma per capire l’ecosistema tecnologico dell’azienda. Da li nascono le domande giuste.
Integrazioni: il punto piu critico di ogni progetto e-commerce
La prima domanda non e “quale tema scegliamo” ma “con quali sistemi deve parlare Shopify?”
Gestionale / ERP. Shopify deve ricevere il catalogo prodotti dal gestionale o li gestiamo separatamente? Se il gestionale e la fonte di verita per prezzi e stock, serve un’integrazione bidirezionale in tempo reale. Se il catalogo e-commerce e indipendente (prodotti diversi dal punto vendita), la complessita si riduce drasticamente. Questa distinzione cambia il budget del progetto del 50-70%.
CRM. I dati dei clienti online devono confluire nel CRM aziendale? Se si, con quale granularita? Solo anagrafica, o anche storico ordini, comportamento di navigazione, engagement email? La risposta determina se basta un’integrazione via Zapier o serve un connector custom.
Software di fatturazione. In Italia la fatturazione elettronica e obbligatoria. Shopify non la gestisce nativamente. Serve un’integrazione con il software fiscale (Fattura24, Aruba, modulo del gestionale). Il reparto IT deve verificare che il flusso ordine-fattura sia automatizzabile e che i dati fiscali vengano raccolti correttamente nel checkout.
Logistica e magazzino (WMS). Se l’azienda ha un magazzino gestito con software dedicato, Shopify deve dialogare con quel sistema per aggiornare giacenze, generare picking list e sincronizzare lo stato delle spedizioni. Senza questa integrazione, il team logistico lavora su due sistemi in parallelo.
Sicurezza: cosa gestisce Shopify e cosa resta a voi
Una delle ragioni principali per scegliere Shopify e che la sicurezza dell’infrastruttura e gestita dalla piattaforma: certificato SSL automatico su tutte le pagine, conformita PCI DSS Level 1, protezione DDoS, aggiornamenti automatici, backup dell’infrastruttura.
Ma ci sono aspetti di sicurezza che restano responsabilita dell’azienda:
- Accesso al pannello di amministrazione: chi ha accesso? Con quali permessi? Quanti account staff servono? Shopify permette di creare account con permessi granulari: usateli. Non date a tutti accesso completo.
- App di terze parti: ogni app installata ha accesso a una porzione dei dati del vostro store (ordini, clienti, prodotti). Verificate quali permessi richiede ogni app e rimuovete quelle non utilizzate.
- Backup dei contenuti: Shopify garantisce il backup dell’infrastruttura, ma non dei vostri contenuti (prodotti, pagine, immagini). Esistono app come Rewind che eseguono backup automatici giornalieri del vostro store. Se avete un catalogo di migliaia di prodotti, e un investimento sensato.
- Dominio e DNS: assicuratevi che il dominio sia registrato a nome dell’azienda (non dell’agenzia o del freelancer) e che i record DNS siano configurati correttamente per email, sottodomini e servizi esterni.
Performance: le metriche che il reparto IT deve monitorare
Shopify gestisce server e CDN, ma le performance del frontend dipendono dalle scelte di implementazione:
Core Web Vitals. Google usa LCP (Largest Contentful Paint), FID (First Input Delay) e CLS (Cumulative Layout Shift) come fattori di ranking. Il reparto IT deve monitorarli mensilmente tramite PageSpeed Insights o Search Console e intervenire quando peggiorano. Le cause piu comuni di peggioramento: app che iniettano script pesanti, immagini non ottimizzate, font custom caricati in modo sincrono.
Tempo di risposta del server (TTFB). Su Shopify e tipicamente sotto i 200ms grazie alla CDN. Se supera i 500ms, il problema e quasi sempre un’app che esegue operazioni lato server al caricamento della pagina.
Uptime e disponibilita. Shopify garantisce il 99.99% di uptime. Ma i servizi esterni (gateway di pagamento, ERP, app di terze parti) possono andare offline indipendentemente. Il reparto IT deve avere un piano per gestire il fallimento di ogni servizio critico.
Scalabilita: prepararsi alla crescita senza over-engineering
L’errore piu comune dei team IT e progettare per il volume che sperano di avere tra 3 anni, invece che per quello che hanno oggi. Shopify scala automaticamente dal lato infrastrutturale. Quello che non scala automaticamente sono i processi interni:
- Sotto i 50 ordini/giorno: gestione manuale con 1-2 persone e sufficiente
- 50-200 ordini/giorno: servono automazioni su stampa etichette, fatturazione, notifiche
- Oltre 200 ordini/giorno: serve integrazione completa con ERP e valutazione di Shopify Plus
Il consiglio che diamo sempre: progettate l’architettura per il volume attuale con la flessibilita di scalare. Non investite 20.000 euro in un’integrazione SAP quando fate 10 ordini al giorno. Ma non usate fogli Excel quando ne fate 100.
La checklist tecnica per il reparto IT
Prima di avviare qualsiasi progetto Shopify, il team IT dovrebbe avere risposte chiare a queste domande:
- Quali sistemi devono integrarsi con Shopify e con quale priorita?
- Chi e il proprietario del dominio e chi gestisce i DNS?
- Come gestiamo la fatturazione elettronica (SDI)?
- Quanti account staff servono e con quali permessi?
- Abbiamo un piano di backup per i contenuti dello store?
- Chi monitora le performance del sito e con quale frequenza?
- Come gestiamo il fallimento di un servizio esterno critico?
- Qual e il volume attuale di ordini e quello previsto a 12 mesi?
Se non avete risposte a queste domande, non siete pronti a partire con il progetto. E il momento di coinvolgere un Shopify Partner che vi aiuti a definirle prima di scrivere la prima riga di codice.