Rendere leggibile la complessità, senza semplificarla per l'Università di Padova
Abbiamo lavorato con l’Università di Padova per dare una casa digitale al progetto MICOLL, finanziato dall’European Research Council e guidato dalla Prof.ssa Stefania Gialdroni. L’obiettivo era trasformare una ricerca complessa in una piattaforma consultabile, chiara e aggiornata, mantenendo rigore e autorevolezza.
Cliente
Università di Padova
Data
2020
Le nostre Soluzioni
Sito web
Il cliente
Università di Padova
Il cliente è l’Università di Padova, un’istituzione accademica fondata nel 1222, con un’eredità culturale che impone attenzione e misura in ogni scelta di comunicazione. MICOLL (ERC-2020-COG 101002084) studia lo sviluppo del diritto commerciale usando la linguistica storica e analizzando fonti come lettere commerciali, contratti e statuti tra Medioevo e prima età moderna. Il progetto mette Venezia al centro di un sistema di città-chiave (tra cui Genova, Lubecca e Norimberga) per leggere scambi, migrazioni e linguaggi.
La sfida: tradurre senza tradire
Dovevamo costruire un sito che rispettasse i tempi lunghi della ricerca e allo stesso tempo funzionasse come strumento quotidiano di consultazione e divulgazione.
Rigore scientifico vs accessibilità reale: il team aveva contenuti e materiali di grande valore, ma il bisogno era trasformarli in una risorsa digitale utilizzabile anche da chi non vive ogni giorno dentro la disciplina. La complessità non era “da nascondere”: era da rendere attraversabile, con percorsi di lettura chiari, un tono coerente e una struttura che permettesse a ricercatori internazionali, studenti e pubblico curioso di trovare rapidamente contesto, obiettivi e metodologia.
Lavorare con un’università significa far convivere approvazioni, revisioni, sensibilità diverse e un’attenzione particolare alla correttezza del linguaggio. La complessità nascosta è organizzativa: il sito doveva nascere insieme al gruppo di ricerca, non “su” di loro. Abbiamo dovuto concordare priorità, iterare su architettura e contenuti, e costruire un terreno comune tra necessità accademiche e logiche di usabilità.
La soluzione: un’interfaccia che scompare
Il design e la forma sostengono la ricerca
Abbiamo scelto di progettare una piattaforma dove la forma sostiene la ricerca, ma non si mette mai davanti alla ricerca.
Nel progetto abbiamo sviluppato un sistema visivo capace di tenere insieme autorevolezza accademica e leggibilità moderna, lavorando su palette istituzionale e scelte grafiche contemporanee. Anche la tipografia è stata trattata come strumento: combinazione tra serif per i contenuti più “accademici” e sans-serif per la navigazione, così da rendere chiara la gerarchia tra lettura e orientamento.
L’interfaccia è stata costruita per facilitare ricerca e consultazione dei contenuti, con attenzione ad accessibilità e usabilità, mantenendo la fruizione solida su dispositivi diversi. Questo approccio ci ha permesso di dare un ritmo ai contenuti: spiegare obiettivi, città, metodo e corpus (lettere, contratti, statuti, trattati) senza sovraccaricare, e offrire punti di ingresso chiari a chi arriva per capire “di cosa si tratta” e a chi arriva per approfondire.
La collaborazione non è stata una serie di consegne, ma un confronto continuo sul significato dei contenuti e sul modo corretto di esporli online. Abbiamo lavorato con la Prof.ssa Gialdroni e il gruppo di ricerca per tradurre in struttura digitale concetti e materiali (lex mercatoria, migrazioni mercantili, città, fonti e istituti) senza renderli vaghi. In pratica: ogni scelta di navigazione è diventata anche una scelta editoriale condivisa.








Un sito che lascia spazio
La migliore tecnologia è quella che scompare: l’idea era far sì che ricercatori e lettori si concentrassero sul contenuto, non sull’interfaccia. Su MICOLL questo significa leggibilità, scelte sobrie, e un senso di continuità tra sezioni, così che anche temi complessi (fonti medievali, lessico giuridico, migrazioni e scambi) restino consultabili senza attrito.
I risultati: una piattaforma che sostiene la ricerca
Gli esiti non sono stati “solo” un nuovo sito: sono stati un modo più stabile di raccontare la ricerca e collaborare attorno ad essa.
Il progetto ha trasformato una ricerca articolata in una piattaforma digitale accessibile, mantenendo rigore e autorevolezza, come richiesto dall’Università di Padova. Rendere chiari obiettivi, città coinvolte, fonti e metodologia (lettere, contratti, statuti, trattati) ha dato al progetto una forma consultabile, utile a pubblici diversi, e ha reso più semplice spiegare il valore dell’approccio linguistico alla storia del diritto commerciale.
La definizione di un sistema di design (palette, tipografia, gerarchia) ha permesso al progetto di presentarsi con un tono unitario e credibile nel contesto internazionale, senza “effetti” superflui. L’interfaccia responsive e la cura per leggibilità e usabilità hanno reso il sito un contenitore stabile, capace di sostenere aggiornamenti e nuovi contenuti senza perdere coerenza, cosa essenziale in un progetto pluriennale.
Il lavoro con il team ha ridotto la distanza tipica tra produzione scientifica e pubblicazione web: la piattaforma è diventata un punto comune dove contenuti e struttura si incontrano. Questo ha reso più semplice mantenere aggiornato il progetto e presentarlo come risorsa viva, non come “vetrina”, e ha aiutato a far emergere una narrazione più chiara delle domande di ricerca (ad esempio sulla presunta universalità della lex mercatoria).
Non fidarti delle parole!
L’esperienza accumulata in vent’anni ci ha dimostrato che non esistono soluzioni preconfezionate. Scopri qui i nostri ultimi progetti: