Web Design che diventa identità, prima ancora di diventare prodotto
Abbiamo accompagnato Bianca Terra in un lavoro di brand identity strategica che poi è diventato sito: non una “vetrina”, ma una traduzione digitale di etica, allevamento e territorio. Il punto era far capire subito perché quella carne è diversa, per chi è pensata e come nasce.
Cliente
Biancaterra | PADOVA
Data
2020
Le nostre Soluzioni
Il cliente
Connessione tra uomo e natura
Bianca Terra è un’azienda agricola legata alla razza Chianina e a una filosofia di allevamento che mette al centro benessere animale, sostenibilità e tradizione. Allevamento senza OGM né antibiotici, rispetto del ciclo naturale e trasparenza sul processo “dalla terra alla tavola”.
Il progetto lavora su un modello ibrido: l’azienda opera sia B2B sia B2C, servendo distribuzione specializzata e consumatore finale.
La sfida: tradurre design web in una filosofia di prodotto
Dovevamo trasformare valori “alti” (etica, natura, tradizione) in elementi percepibili di design su web: identità visiva, tono di voce e un sito che aiutasse due target diversi a orientarsi
Due mercati, un’unica voce
Biancaterra parla a due target distinti: consumatori finali e canali di distribuzione. La difficoltà non era solo “aggiungere una sezione B2B”, ma far convivere due criteri di scelta: nel B2C pesa l’emozione e la fiducia; nel B2B pesano anche continuità, posizionamento e riconoscibilità a scaffale. L’obiettivo era mantenere una narrazione unica, capace però di cambiare profondità e linguaggio a seconda di chi legge, senza sembrare schizofrenica.
Un problema tipico della carne premium: comunicazioni spesso simili, basate su fotografia realistica e claim ripetuti. Per distinguere Bianca Terra abbiamo dovuto far emergere non solo “qualità del prodotto”, ma filosofia e legame con la terra, evitando le scorciatoie estetiche.
Obiettivo concreto: rendere riconoscibile il brand anche fuori dal sito (packaging, materiali), così che la differenza non dipendesse dalla spiegazione a voce.
Sul sito la promessa è netta (“senza OGM né antibiotici”) e viene ribadita più volte insieme ai concetti di rispetto animale e pratiche sostenibili. Ma la trasparenza, se gestita male, rischia di diventare un elenco sterile. L’obiettivo era trasformare le prove e le scelte di allevamento in un racconto comprensibile, mantenendo un tono umano e non difensivo: non “giustificarsi”, ma far vedere un metodo.
La soluzione: coerenza come infrastruttura
Web design system, architettura informativa e ottimizzazione continua su UX e performance
Abbiamo costruito una brand identity che reggesse su più canali e poi l’abbiamo portata nel digitale, facendo in modo che ogni punto di contatto parlasse la stessa lingua.
Analisi + posizionamento: il progetto è partito da un’analisi di marketing e posizionamento per identificare opportunità di differenziazione e gli elementi distintivi su cui costruire la nuova identità visiva. Abbiamo lavorato su mission, vision, valori, personalità e tono di voce usando anche il prisma di Kapferer, così da dare una struttura a ciò che l’azienda già era, ma non aveva ancora “codificato”. Questa fase ha reso più semplice prendere decisioni coerenti dopo: logo, packaging, sito, contenuti.
Sito come racconto del processo: nel sito la struttura insiste sul “processo” (dalla terra alla tavola) e sui benefici di un’alimentazione rispettosa del benessere animale e dell’ambiente. Abbiamo impostato la UX per far emergere la logica del brand: prima i principi (etica), poi il processo, poi le categorie prodotto (“tagli”, “sfiziosità”), e infine i contenuti di continuità (news). Questo ordine è strategico: in un premium food, spesso la conversione parte dalla fiducia, non dal prezzo.






Il valore non è “bio”: è una scelta ripetuta
L’incontro con Mattia, il proprietario, ha reso evidente la necessità di trasferire “amore e cura” in un’identità che parlasse la stessa lingua del cuore dell’azienda. Abbiamo lavorato perché il brand non fosse una maschera: doveva somigliare alle scelte reali dell’allevamento. Quando sul sito scriviamo “senza OGM né antibiotici” non è un claim: è una dichiarazione che chiede coerenza, anche nel modo in cui progettiamo contenuti e design. In questo senso la brand identity non ha solo “reso più bello”: ha reso più chiaro cosa difendere e cosa non tradire.
Un brand ed un design che parla anche ai professionisti
Nel sito compare un contenuto dedicato “ai professionisti della griglia”, segno che il linguaggio non è solo domestico ma anche da canale pro.Il posizionamento B2B/B2C: distribuzione specializzata e canali diretti. Abbiamo costruito una comunicazione capace di restare autentica in entrambi i mondi: abbastanza narrativa per il consumatore, abbastanza chiara e “spendibile” per chi rivende.
I risultati: qualità delle richieste lead generation
I risultati raccontati nel case mostrano una trasformazione “dentro e fuori”: maggiore riconoscibilità, crescita organica e un salto nella qualità delle lead
+40% traffico organico
Nei primi sei mesi, attribuito a ottimizzazione SEO e a una comunicazione visiva più efficace. Questo dato, in un food premium, non è solo visibilità: è capacità di intercettare persone che cercano qualità e che vogliono capire prima di comprare. Quando il contenuto è coerente e indicizzabile, la storia del brand smette di dipendere dai social o dal passaparola e diventa patrimonio ricercabile.
Una crescita del tasso di conversione in lead commerciali , supportata da migliore esperienza utente e campagne ADS più performanti. È un risultato che ha senso con un posizionamento B2B/B2C: se il brand diventa più leggibile, anche chi deve distribuirlo o proporlo trova più facile “spiegarlo” e quindi contattare. In altre parole: non aumentano solo i contatti, aumenta la chiarezza con cui arrivano.
“Finalmente ci riconosciamo nel nostro brand, e i clienti lo percepiscono.” Questo tipo di risultato è ciò che rende sostenibile tutto il resto: quando un’azienda si riconosce nel proprio linguaggio, lo usa meglio, lo ripete con più coerenza e lo difende nel tempo. E il mercato, sia B2B sia B2C, tende a fidarsi di più di ciò che appare stabile e non improvvisato.
Non fidarti delle parole!
L’esperienza accumulata in vent’anni ci ha dimostrato che non esistono soluzioni preconfezionate. Scopri qui i nostri ultimi progetti: